Sull'orlo del precipizio di Alessio Petretto
«Il sentimento sprigionato in quell’incontro del dì di primavera li aveva modellati con entità geometriche. Disegnava posture,
l’amore. Posture incoerenti. Disadatte ai loro ruoli. Posture costruite a loro piacimento. Il corpo è luogo di teatro.»
A Puntiarca, piccolo paese sardo sospeso nel tempo e custodito da tradizioni secolari, si svolge la vicenda di Elena, detta Lenedda: una ragazza sensibile e determinata che rifiuta i ruoli imposti. Cresciuta in una famiglia segnata dalla violenza del fratello Nicola e dall’indifferenza della madre Battistina, trova rifugio nello studio e nell’amicizia sincera di Agnese, lottando ogni giorno per affermare sé stessa e la propria dignità.
L’arrivo di don Simone, giovane sacerdote animato da ideali di rinnovamento, rompe l’equilibrio della comunità e offre a Elena e agli altri giovani del paese la possibilità di immaginare un futuro diverso. Tra i due nasce un legame intenso e proibito, fatto di sguardi rubati e dialoghi sinceri, che mette in discussione fede, morale e convenzioni sociali. Il conflitto tra desiderio di libertà e peso della tradizione si fa sempre più acuto, trascinando Elena e Simone in un percorso doloroso, segnato da rinunce, separazioni e nuovi inizi. A sostenere Elena, la solidarietà di figure femminili coraggiose come Elisabetta, che le mostrano la via del riscatto.
Il romanzo esplora con prosa intensa e suggestiva i temi della violenza domestica, della resistenza, della crescita e dell’emancipazione femminile, sullo sfondo di una comunità chiusa ma in trasformazione, dove rompere il silenzio diventa il primo passo verso la libertà.